Costruzione in stile neorinascimentale, edificata su disegno dell'architetto Bernardini fra il 1900 e il 1921, nel punto occupato da una chiesa del XIV secolo, di dimensioni più ridotte (cui è pertinente il basso campanile, sulla destra, con merlatura e copertura a cuspide) che a sua volta aveva sostituito l'antica pieve castellana (plebs de Sancto Stephano de Cerbaria, già ricordata nel diploma di Ottone III del 25 febbraio 998), posta più a monte; la facciata invece venne eretta in un secondo tempo, fra il 1940 e il 1942. La pieve fu elevata a prepositura dal vescovo Debernardi il 3 aprile del 1937. Monumentale l'impianto a tre navate, transetto e cupola impostata sulla crociera. All'interno numerose sono le opere degne di attenzione: sull'altare della testata destra del transetto vi è la pala in terracotta policroma e invetriata della Visitazione, da attribuire a Giovanni della Robbia, troviamo pure figure della Vergine e di S. Elisabetta, di S. Sebastiano, di S. Rocco, la colomba dello Spirito Santo e di due angeli, S. Stefano, S. Pietro, S. Paolo e S. Giovanni Battista, l'Annunciazione, ed il Redentore tra due angeli adoranti. Della precedente chiesa si conservano alcuni altari in pietra serena, in uno, il secondo della navata destra recante lo stemma Rospigliosi; troviamo un Crocifisso ligneo del seicento, la nicchia del fonte battesimale decorata da stucchi di gusto rococò. Possiamo ammirare alcuni dipinti: Cristo crocifisso tra i santi Jacopo, Gerolamo, Antonio Abate e Francesco (II metà del 600), Madonna con Bambino e i SS. Francesco, Stefano, Giovanni Evangelista e Lucia (I metà del '700); in sagrestia vi è un lavabo in pietra serena a frontone triangolare del 1536. Adiacente alla Chiesa, sulla destra c'è la Compagnia, la cui abside conserva un piacevole ciclo di affreschi del XVIII secolo, costituito dalle allegorie in monocromo della Carità e della Fede, dalle figure della Vergine, di S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista, e dalle scene dei supplizi dei due santi. Alla parete destra è murata una lapide in marmo, "memoria" della cresima impartita nella chiesa di Lamporecchio da Giulio Rospigliosi nel 1653, prima di diventare papa Clemente IX, di ritorno dalla Spagna dove era stato ambasciatore, si era fermato nella vicina proprietà familiare di Spicchio.